Necessito attenzioni,
quelle che non mi dai.
Mi è sempre stato nemico,
il silenzio.
Amico nei periodi di solitudine,
è vero,
ma le mie braccia non sono fatte per spostare l’aria.
Basta carezze,
voglio certezze.
Non sarebbe male dimenticare
le notti in bianco passate a sognare.
L’incisiva parabola
dell’angoscia,
montata come il figliol prodigo
per allontanare le rose dal mio giardino.
Buffo.
Cinico.
Vigliacco, bambino.
Una parola, una calunnia.
Tutto per sporadiche follie
di due ragazzi
che, come noi,
giurano fedeltà
all’illusione.
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